Una vittoria non farà primavera, ma qualcosa vorrà dire. Soprattutto se ottenuta contro la seconda forza del campionato, in serie utile da qualcosa come 14 giornate. Il cambio di stagione e di panchina fanno bene al Catania. L’auspicata scossa è arrivata. L’avvicendamento tra Giuseppe Raffaele e Francesco Baldini produce una squadra rigenerata nello spirito, tanto […]
MESSINA – La Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di confisca di beni per un valore di oltre 10 milioni di euro nei confronti di Domenico La Valle, 61 anni, attualmente colpito dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale per la durata di 5 anni.
L’indagine, disposta dalla Direzione distrettuale antimafia, scaturisce da approfondimenti sviluppati dagli specialisti del Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Messina, con specifico riferimento al redditizio settore del gioco e delle scommesse illegali.
All’imprenditore sono state confiscate 6 aziende che operano nel settore del noleggio delle apparecchiature da gioco, della rivendita di generi di monopolio e del settore della produzione e vendita di prodotti dolciari, 19 unità immobiliari, 2 autovetture, 1 gommone e svariati conti correnti, per un valore complessivo di oltre dieci milioni di euro.
La Valle noto imprenditore locale, secondo gli investigatori sarebbe collegato al clan Trovato del rione Mangialupi di Messina che gestiva le bische clandestine, nonché la distribuzione dei videopoker.
Dopo lo smantellamento del clan per via della carcerazione dei capi e del percorso di collaborazione con la giustizia intrapreso da altri affiliati, La Valle avrebbe assunto un controllo esclusivo delle attività illegali della famiglia, costituendone il punto di riferimento “imprenditoriale” e facendo da contraltare al ruolo “operativo” ricoperto dai fratelli Trovato.
La Valle noto imprenditore locale, secondo gli investigatori sarebbe collegato al clan Trovato del rione Mangialupi di Messina che gestiva le bische clandestine, nonché la distribuzione dei videopoker.
Dopo lo smantellamento del clan per via della carcerazione dei capi e del percorso di collaborazione con la giustizia intrapreso da altri affiliati, La Valle avrebbe assunto un controllo esclusivo delle attività illegali della famiglia, costituendone il punto di riferimento “imprenditoriale” e facendo da contraltare al ruolo “operativo” ricoperto dai fratelli Trovato.