Una vittoria non farà primavera, ma qualcosa vorrà dire. Soprattutto se ottenuta contro la seconda forza del campionato, in serie utile da qualcosa come 14 giornate. Il cambio di stagione e di panchina fanno bene al Catania. L’auspicata scossa è arrivata. L’avvicendamento tra Giuseppe Raffaele e Francesco Baldini produce una squadra rigenerata nello spirito, tanto […]
Una vittoria non farà primavera, ma qualcosa vorrà dire. Soprattutto se ottenuta contro la seconda forza del campionato, in serie utile da qualcosa come 14 giornate.
Il cambio di stagione e di panchina fanno bene al Catania. L’auspicata scossa è arrivata. L’avvicendamento tra Giuseppe Raffaele e Francesco Baldini produce una squadra rigenerata nello spirito, tanto da offrire una delle migliori prestazioni dell’intero campionato dopo aver rimediato 3 sconfitte negli ultimi 4 incontri e una lunga serie di gare opache.
Stavolta no. Stavolta il Catania c’è. E batte l’Avellino – al quale ha concesso zero punti tra andata e ritorno – con pieno merito esibendo personalità, convinzione, grinta e riscoprendo la mentalità guerriera necessaria in Serie C e un reparto, il centrocampo, che troppo spesso era andato in difficoltà nel periodo recente e che con i nuovi equilibri fa registrare la crescita di due tra i rossazzurri migliorati maggiormente rispetto al passato: Maldonado, finalmente a suo agio (leggerezza sul rigore causato a parte), e Dall’Oglio, autore di una prova di grande generosità.
Accolto da una giornata di pioggia e da un terreno di gioco che comunque ha retto, Baldini modifica subito l’orientamento tattico della squadra secondo i riferimenti a lui cari: difesa a quattro, play a centrocampo, tridente. Tradotto in campo: 4-3-3 con Giosa-Claiton coppia di centrali, Maldonado regista e il centravanti Sarao affiancato dagli esterni Russotto e Piccolo. Novità in porta, con il ritorno di Martinez al posto di Confente, e in mediana, dove si rivede dal 1′ Izco con tanto di fascia di capitano.
Sin dall’avvio si intuisce come l’input sia giunto a destinazione. Reduce da una lunga serie di primi tempi regalati agli avversari, il Catania sfoggia subito un’intensità che non si vedeva da un bel po’. I concetti sono quelli di Baldini: aggressività, recupero palla veloce, un play nel vivo della manovra a distribuire palloni su terminali precisi.
La gran bella punizione del brillante Russotto che sblocca il risultato dopo soli 3′ con la complicità di una deviazione in barriera (foto Galtieri sotto) apre 45′ di sostanza nei quali il Catania mette in soggezione l’Avellino esibendo trame non banali, ampiezza, qualità.
Lascia un commento